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SONAR 2014: Ecco come è andata!

Posted giugno 20, 2014 by MA_KI in Culture

Barcellona è sempre Barcellona. Noi ci veniamo spesso, ma ogni volta è un piacere, una scoperta, una conferma, come lo è il Sonar edizione dopo edizione: innovativo e rassicurante. Un evento magnifico e maiuscolo dove tutti quelli con voglia di ballare, scoprire ed emozionarsi sono i benvenuti.

publico sonarvillage arielmartini sonar2014 29

E’ giovedì pomeriggio atterriamo giusto in tempo per fiondarci al Sonar De Dia per vedere il tanto decantato show di Plastikman, che lo diciamo subito non ci ha convinto. L’aspettativa da parte nostra ( ma non solo ) era forse troppo alta per uno spettacolo annuciato da mesi come epico ed innovativo e che di epico ed innovativo non ha avuto secondo noi nulla, forse nel voler acontenare un pubblico ampio e vario Plastikman ha “creduto” di essere Ritchie e si è dimenticato di essere l’Hatwin indiscusso genio tecnoide. Per capire un po’ eccovi questo video amatoriale dell’inizio del concerto, che diciamo ha un po’ diviso la platea.

plastikman by mahala marcet

Venerdì al Sonar de Dia arriviamo presto per girare da un palco all’altro… l’affluenza è davvero altissima! Ci godiamo un po’ il sole al Sonar Village e poi ci immergiamo nell’esperienza DESPACIO: James Murphy e i 2manydjs suonano per sei ore al giorno per tre giorni di fila solo vinili selezionati al momento con un impianto a 7 torri, disposte in maniera circolare. Loro sono in fondo alla sala, seminascosti, nessun palco, solo una piccola divisoria a separarli dal dancefloor. Selezionavano i dischi come se fossero nel salotto di casa loro la domenica pomeriggio, un gusto raffinato ed una tecnica impeccabile, sound disco 70’/80′ con influenze “cosmic”… e per questo al centro della pista dove il suono era incredibile troneggiava appesa una gigantesca mirror ball, che altro poteva esserci?

despacio ogarcia sonar2014 2

Da Despacio ci trasferiamo al Sonar Dome dove stanno per suonare i Dengue Dengue Dengue, un duo / trio Peruviamo che ci accompagna con la sua cumbia super moderna ed il suo sound fortemente influenzato dalla sonorità tradizionali andine fino alla fine del loro set ed è ora di trasferirsi al Sonar Hall…

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Silenzio irreale, i muri di velluto rosso che foderano il Sonar Hall vibrano leggermente come mossi dalla trepidante attesa palpabile nella sala. Si accende l’impianto, lungo, brividi. Poi entra sul palco, veloce, si muove a scatti, parte l’intro di Breath this Air  appoggia le dita sulla console ed esplode. Jon Hopkins è una vera bomba atomica, una perfezione sonora incredibile ad ogni frequenza possibile, potente, ipnotico, ha suonato quasi l’intero disco (Immunity) amplificando ogni suono, potenziando ogni dettaglio. In un tutt’uno con i suoi Kaoss Pads è un vero piacere vederlo suonare catturato dalle sue creature, in simbiosi con il suono come pochissimi altri. Sullo sfondo i visual riprendono i video dei suoi pezzi, mixati e dissolti l’uno nell’altro. Uno spettacolo nello spettacolo; “un puto animal” – citando un nostro vicino di danceflor.

In un vero e proprio trance sensoriale usciamo, ci mettiamo in coda alle navette e in 10 minuti siamo al Sonar de Noche. Entrare al Sonar Club ( la sala principale dell’area notturna del festival) ogni anno è un emozione, un onda sonora elettrizzante ed emozionante – anche se a suonare sono dei deludenti Royksopp & Robyn – stanno finendo il concerto ed il suono non è curatissimo. Andiamo diretti in prima fila per i Moderat. Spettacolo ottimo. Loro tranquilli e rodati inziano subito con a New Error e l’atmosfera si crea in un batter di ciglia.

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Ci rendiamo ora pian piano conto di quanto sia cambiata ed ingrandita rispetto alle passate edizioni l’area del festival… con un nuovo palco decisamente più capiente al Sonar Car ( si ci sono ancora gli autoscontri, non temete), un Sonar Lab enorme, lunghissimo e più arree al coperto. Ci gustiamo Todd Terje (bellissimo, bravissimo, originalissimo), ci facciamo rapire dai 2ManyDjs e facciamo chiusura con i Martinez Brothers. Mentre ci avviamo verso il centro con la navetta il sole è ormai alto nel cielo, facciamo colazione sul Parallel ed andiamo a dormire nel nostro appartamento nel Raval.

Sabato niente Sonar de dia per noi… ma ci pentiamo di esserci persi il set di Jolly Mare ( unico nostro conterraneo a calcare un palco del Sonar quest’anno) – abbiamo sentito degli ottimi racconti a cui abbiamo creduto ciecamente dopo aver ascoltato il suo set.

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Il Sonar de Noche si apre con il megalitico live dei Massive Attack: cupi, politicizzati, con ksjdhfksjhsh a cantare dal vivo un brivido profondo , uno shor che meritava di essere visto – difatti il sonar Club è strapieno e chi lo ha visto sa di cosa stiamo parlando: da Battlebox a Paradise Circus, da Teardrop ad Angel. Brividi forti. Spariscono per un attimo e ritornano a concludere con Unfinished Sympathy ed un altro paio di pezzi – ogni commento è superfluo.

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Chic feat. Nile Rodgers – silenzio – nessuno, credo veramente nessuno, sa bene cosa aspettarsi – nessuno, ripeto, ha ben chiaro di chi stiamo parlando, ma dopo questo show lo sapranno tutti, e tutti quelli che erano presenti per caso ringrazieranno di aver assistito a questo concerto. Nile Rodgers è probabilmente il riferiemnto più importante della Disco Music, la sua influenza sulla musica hip hop e dance è incalcobaile. Il ritomo di “Good Times” ad esempio è quello su cui si basa Rappers Delight degli Sugar Hill Gang ed è stato ispirazione dichiarata per Another one bite the Dust dei Queen, Rapture dei Blondie e Around the World ei Daft Punk. Non da meno la sua cariera come produttore e compositore, la sua mano ha lavorato a capolavori ed inni generazionali conosciuti da tutti ed alcuni sono stati ovviamente inseriti nelal scaletta del suo concerto del Sonar: “Let’s Dance” di David Bowie ( eseguita dal vivo con la voce del Duca Bianco) o “Like A Virgin” di Madonna ( cantata a squarcia gola da tutti i presenti ) e ancora Lady (Hear Me tonight) ed improvvisamente era il 1992 . Un vero mito in piena forma!

Poi arriva Brodinsky ( bello, bravo, il solito ) seguito da un Boys Noize in Dj set che sa fare il suo lavoro e lo fa bene inserendo nel set alcuni dei suoi pezzi migliori evitando i più “commerciali” e/o ammicanti. Una scelta che ci piace pensare voluta e dedicata agli amanti del suo sound più radicale. Poi il cielo esplode, esplode come una bomba d’acqua: è una vera tempesta, con tuoni e fulmini. I più scappano dallo stage e ri rifugiano nel Sonar Club dove stanno suonando live gli I am Legion, il “super gruppo” formato da Foreign Beggars e Noisia. Altri come noi resisttono un pò sotto la pioggia e un pò sotto le tettoie laterali, un altro centinaio di intrepidi ballano come se non ci fosse un domani sotto cassa, sotto la pioggia scrosciante.

Sufficientemente bagnati dopo un pò desistiamo e andando in direzione Sonar Hall passiamo per il Sonar Car , quest’anno cresciuto con un vero e proprio stage piccolo, potente e incazzato. Siamo attirati dal sound pulito e intrigate, battuto e coivolgente – sul palco due ragazzi e una ragazza: sono i Boxinbox e questa è la loro musica; suonano ballano, rappano e cantano live. Un vero show che ci “costringe” a fare chiusura con loro. Sono le 6.55 quando prendiamo il bus, la tempesta è finita ma da cielo scende ancora qualche goccia; saliamo sull’autobus giusto un minuto prima che la marea di gente esca a prendere d’assalto le navette ed ogni mezzo di trasporto possibile: l’esperienza conta anche in queste piccole cose !

Sonar: ci vediamo il prossimo anno!

Per altre foto del Sonar 2014 andate alle gallery ufficiali !

 

 


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